Sei un atleta veloce o resistente?

Chi corre da qualche anno si sarà fatto un’idea abbastanza chiara sul tipo di gara/distanza preferita.

C’è infatti chi adora le gare di 10 Km (o qualcosa meno) o chi invece trova grande benessere nel correre maratonine e maratone.

Ma da cosa è determinata questo tipo di preferenza?

La maggior parte delle volte è determinata da motivi “fisiologici”; cioè ogni organismo è diverso da un altro ed è quindi portato per un tipo di distanza piuttosto che un’altra.

Ma in base al tipo di caratteristica del soggetto, è giusto “preferire” alcuni allenamenti rispetto ad altri per “esaltare” le proprie qualità?

Ovviamente la risposta è affermativa, e sono le conclusioni a cui spesso si arriva dopo tanti anni di allenamento.

In questo post cercheremo di comprendere come la conoscenza dei punti forti e dei punti deboli di ogni runner, possa dare indicazioni precise sulla personalizzazione dell’allenamento.

FIBRE LENTE E FIBRE VELOCI

fibre-muscolariAndando a vedere la composizione delle fibre (colorando le cellule come nella figura a fianco) che compongono il muscolo, appare evidente che all’interno di ogni muscolo esistono fibre muscolari con caratteristiche diverse.

Non solo, la proporzione con le quali sono distribuite può variare da muscolo a muscolo e da soggetto a soggetto.

Tutto questo contribuisce a creare quella “diversità” tra soggetto e soggetto in termini prestativi e di risposta all’allenamento.

  • Quali sono le caratteristiche di fibre muscolari diverse.
  • Se questo tipo di conoscenza può contribuire ad orientare un atleta verso una determinata disciplina/distanza e a determinare gli stimoli allenanti principali
  • Se, come e quanto queste caratteristiche possono essere modificate con l’allenamento

fibre-lente-veloci

Queste andavano a comporre il muscolo in una proporzione tale da ipotizzare di rendere un atleta più portato per le distanze brevi, intermedie o lunghe.

 Quanto possono essere cambiate le caratteristiche muscolari di un soggetto con l’allenamento”?

La risposta è che è più facile far acquisire caratteristiche resistenti, piuttosto che caratteristiche veloci.

Ciò è dimostrato dai tanti mezzofondisti  di livello mondiale che ad un certo punto della propria carriera passano in maniera estremamente proficua alla maratona.

Ciò rafforza il vecchio detto “velocisti si nasce, maratoneti si diventa”.

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