Perchè ci infortuniamo?

PERCHE’ CI SI INFORTUNA?

La presenza o meno dei fattori di rischio  elencati  nel precedente articolo rappresentano solamente un insieme di variabili che aumentano/diminuiscono la probabilità di infortunarsi.

Da qui è difficile capire come non sempre è facile stabilire le cause di un infortunio.

ma su cosa deve focalizzarsi un runner per evitare di infortunarsi?

 Il primo fattore è sicuramente quello di riconoscere prematuramente una situazione potenzialmente pericolosa; ovviamente sono i sintomi (fastidi, rigidità, dolore, ecc.) ad essere i campanelli d’allarme.

Da una parte l’esperienza aiuta molto, ma uno stop (o riduzione drastica dell’allenamento) ai primi sintomi può essere una garanzia di non incorrere in infortunio o al limite di dover effettuare un periodo di stop relativamente breve!

In ogni caso, qualsiasi periodo di stop (o di riduzione drastica dell’allenamento) deve essere accompagnato da una ripresa in
cui la gradualità ha l’importanza fondamentale!

In tutti quei casi in cui un breve (pochi giorni) periodo di stop non faccia passare i sintomi o quando il dolore acuto persiste è necessario
rivolgersi ad uno specialista esperto in infortuni per i runner.

 Attuazione di misure preventive basate su concetti generali (prevenzione primaria) e specifici
per evitare recidive (prevenzione secondaria).

LA PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

La differenza sostanziale tra “primaria” e “secondaria” è che la prima si attua per diminuire genericamente il rischio di infortuni quando ancora non se ne hanno avuti, mentre la seconda si riferisce alla prevenzione di una recidiva, cioè di un infortunio che si ha gia avuto in passato e a cui (per Cause fisiologiche od anatomiche) si ha il timore di avere una ricaduta.

1) Prevenzione primaria:

sono tutte quelle misure generali che l’atleta attua in misura generica per migliorare la performance e diminuire il rischio di infortuni.

I due elementi fondamentali sono lo stile di vita (corretta alimentazione, adeguato riposo, assenza di fattori di rischio per la salute
come fumo e alcol, ecc.) e la corretta strutturazione dell’allenamento.

2) Prevenzione secondaria:

misure attuate per prevenire determinati rischi associati a recidive; in altre parole, gli infortuni passati permettono di comprendere quali possano essere i “punti  deboli” per ogni atleta che spesso rendono facile la ricaduta.

Questo tipo di conoscenza permette di attuare le misure preventive specifiche per ogni tipologia di atleta; tali misure sono discusse
nei paragrafi successivi insieme alle specifiche.

MA QUANDO CI SI PUO’ CONSIDERARE INFORTUNATI?

Fondamentalmente, se un fastidio passa durante il riscaldamento e non è presente durante il resto dell’allenamento non ci si può considerare
infortunati.

Se invece il fastidio non passa completamente con il riscaldamento o ci si accorge che compromette la prestazione di corsa (ad esempio
modificando l’appoggio) allora è meglio fermarsi e correre ai ripari.

COSA PUO’ FARE L’ATLETA

L’aspetto più importante (oltre alla prevenzione) è il riconoscimento precoce di una situazione “a rischio”; precoce è il “riconoscimento” e minore è il periodo di stop alla quale si andrà incontro.

Malgrado non tutti i sintomi siano sinonimo di infortuni (ad esempio, un mal di gambe dopo una maratona non necessariamente è indice di infortunio), è importante riconoscere in maniera precoce determinate situazioni e fermarsi tempestivamente.

A volte può essere sufficiente terminare l’allenamento e fermarsi per qualche giorno (ed applicare del ghiaccio), mentre se il dolore/fastidio
persiste è necessario un periodo di stop più lungo (e rivolgersi ad uno specialista in materia).

Il secondo passo è riconoscere le cause dell’infortunio (indipendente dalla lunghezza del periodo di stop) e riuscire ad applicare una corretta prevenzione secondaria.

Infine, per evitare una ricaduta, l’atleta deve essere in grado di effettuare una ripresa graduale e non traumatica; in alcuni casi è necessario riprendere alternando tratti di corsa a cammino per riprendere la meccanica della locomozione e in altri (quando consigliato dallo specialista) effettuare un periodo di potenziamento muscolare e ripresa propriocettiva (soprattutto dopo le distorsioni).

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