La fiducia nelle proprie capacità

L’autoefficacia (self-efficacy)

Bandura (1977) ha introdotto il concetto di self-efficacy per definire la fiducia nelle capacità personali di eseguire un compito con esito positivo attraverso l’espressione di abilità. Spesso viene confusa con il termine “autostima”; l’autoefficacia è la fiducia nelle proprie capacità all’interno di una situazione specifica, mentre l’autostima è l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo da di sè stesso in una visione più allargata della propria personalità ed influenza in maniera minore la performance sportiva.

Le persone elaborano, valutano, integrano informazioni inerenti le loro capacità provenienti dai diversi contesti in cui agiscono, evitando situazioni che ritengono superiori alle loro forze e si impegnano con sicurezza in attività giudicate alla loro portata. Le aspettative di efficacia determinano la quantità di sforzo profuso e la persistenza nell’impegno per realizzare il compito richiesto anche di fronte a difficoltà o esperienze negative. Le aspettative da sole chiaramente non sono in grado di determinare la prestazione desiderata se mancano o sono carenti le capacità necessarie, oltre che l’interesse e la motivazione (Robazza, Bortoli, Gramacioni, 1994).

Gli atleti più sicuri della propria efficacia visualizzano scene anticipatorie di successo e padroneggiano una maggiore capacità di concentrazione e di controllo dei pensieri intrusivi. Inoltre, tendono ad accettare maggiormente i rischi della competizione, mostrandosi pronti a fronteggiare gli inevitabili momenti di crisi e il controllo della fatica.

Come aumentare l’autoefficacia personale?

-Esperienze dirette di successo in compiti di crescente difficoltà sono certamente la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia; 

-Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi (goal setting);

-Pensare esclusivamente alla propria prestazione e su come migliorarla; evitare di pensare a ciò che fanno gli altri;

-Concentrarsi sulla prestazione e non sui risultati. Se un runner in una gara rimarrà concentrato sulla prestazione, anche in caso di un tempo sotto le aspettative, saprà di aver dato il possibile e quindi la sua autoefficacia rimarrà ad un livello alto;

-Evitare di rimuginare troppo sugli errori commessi. Le sconfitte sono un capitale fondamentale da valorizzare nell’ottica di un miglioramento continuo.

A cura della Dott. Gallorini Serena

Mail: serena.gallorini@gmail.com

Tel: 340.5435095

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