I principali errori del runner -parte seconda

ERRORE N° 4

rifiutarsi di modificare l’allenamento in caso di carente (e inaspettata)
condizione di forma

Uno degli errori più gravi di un corridore è quello di non essere (o non voler) in grado di aggiustare gli allenamenti durante l’esecuzione degli stessi.

Alcune variabili inaspettate come modificazioni atmosferiche, affaticamenti a lungo termine e stress extrasportivi possono richiedere aggiustamenti “in corso d’opera” degli allenamenti.

Riportiamo sotto 2 esempi molto semplici:

  •  Quando la temperatura è elevata (o tende ad essere superiore rispetto alle normali condizioni) è necessario rallentare
    l’andatura dei vari ritmi di allenamento, perché l’organismo tende a “limitare” le risorse per evitare di andare precocemente in crisi.

Il non assecondare queste esigenze (senza rallentate opportunamente i ritmi di allenamento) comporta un esaurimento precoce delle energie.

  •  Stessa cosa vale per l’esecuzione delle ripetute: se dopo un certo numero di esecuzioni non si riesce più a tenere il ritmo
    prestabilito (che deve ovviamente tenere in considerazione delle condizioni esterne) allora conviene fermarsi, senza intestardirsi nel voler finirle a tutti i costi.

quest’ultimo atteggiamento infatti, porterebbe a prolungare oltremodo i tempi necessari per il recupero.

Di contro, riportiamo uno degli aspetti dell’allenamento degli atleti africani che stupisce maggiormente, cioè il poco (o addirittura “non”) utilizzo del cronometro per “leggere” i ritmi di allenamento.

In altre parole, i giorni in cui stanno bene forzano l’andatura dell’allenamento teorico da effettuare, mentre i giorni in cui non si sentono in forma tendono a rallentare il ritmo.

Questa forma di allenamento abbastanza istintiva permette di ottimizzare correttamente l’impegno dell’allenamento a seconda del grado di forma!

Concludendo, è necessario comprendere che gli allenamenti sono il “mezzo” attraverso il quale si costruiscono i risultati della gara, e non il fine di ogni corridore.

Utilizzare il proprio istinto (dato dall’esperienza e capacità di adattamento), grazie alla percezione dello sforzo, è possibile ottimizzare il proprio allenamento programmato in base alla propria situazione giornaliera.

Questo ovviamente vale esclusivamente per le sedute di carico (cioè quelle significative) e non deve essere una “scusa”
per evitare (o tagliare) le sedute più impegnative quando si sta comunque bene.

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