COSA E’ IL MENTAL TRAINING? – parte prima

“Se dubiti di te stesso non hai possibilità” BOLT USAIN
Chiunque si occupi di sport con passione è convinto dell’importanza del fattore mentale, “la
testa”. Nessuno mette in dubbio questa affermazione, ma diventa difficile capire quali siano i
metodi adeguati da adottare per sviluppare ed esprimere le potenzialità psichiche.
Praticare un allenamento mentale si dovrebbe tradurre in un atteggiamento positivo
nell’affrontare le prove atletiche. In condizioni ambientali simili, lo stesso atleta può ottenere
risultati diversi a seconda dell’atteggiamento con il quale affronta gli allenamenti e le gare; se ha la
capacità di indirizzare efficacemente le energie mentali raggiungerà sicuramente prestazioni
ottimali, se invece valuta i propri limiti come qualcosa d’insuperabile, diventerà vulnerabile e
difficilmente otterrà miglioramenti e performance di buona qualità.
Il mental training nello sport è un allenamento mentale che aiuta il podista, e gli atleti in generale,
a potenziare le proprie capacità di controllo dello stress, la concentrazione, la performance
agonistica, nella piena integrità psicofisica. Numerose ricerche hanno dimostrato che le abilità
mentali, come quelle fisiche e motorie, possono essere apprese, potenziate e sviluppate. Oltre ad
una buona preparazione fisica e l’apprendimento delle abilità tecniche della corsa, se vogliamo
ottenere il risultato sperato di una peak performance (Maslow, 1964), vale a dire la prestazione
sportiva in cui l’atleta si esprime al di sopra del suo standard abituale, è necessario avere le idee
chiare su alcuni fattori indispensabili che fanno parte della performance.
In generale gli obiettivi che si raggiungono con il mental training sono i seguenti (Brugnoli, 2008):
-Gestione dell’ansia prima e durante la gara;
-Maggiore conoscenza di sé e un migliore controllo delle proprie emozioni e pensieri;
-Aumento dell’autostima;
-Controllo mentale della fatica;
-Maggiore controllo dell’attenzione e della concentrazione;
-Ottimizzazione della prestazione sportiva;
-Controllo del dolore acuto e cronico;
-Recupero dell’atleta disabile.

Dott.ssa Serena Gallorini

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