Attivazione

QUANTO TI SENTI “CARICO” NELLA CORSA?

E’ opinione diffusa fra atleti ed allenatori che per affrontare adeguatamente una prestazione sportiva sia necessario incrementare il livello di attivazione dell’organismo, per ottenere, soprattutto in gara, la “carica” indispensabile per rendere al massimo.

Tale convinzione non sempre risulta fondata: durante le competizioni, infatti, si può spesso notare come atleti preparati e fiduciosi nelle proprie capacità siano tranquilli e solo moderatamente attivati.

Essi sembrano anche in grado di modificare il loro livello di attivazione psicofisiologica (arousal) per rispondere adeguatamente alle richieste della situazione.

L’arousal (dall’inglese eccitazione, risveglio) viene considerato come una funzione di attivazione che permette l’accesso alle risorse energetiche dell’organismo per predisporlo in maniera ottimale all’azione.

Considerando sia gli aspetti organici che quelli mentali, possiamo definire l’arousal come uno stato di attivazione fisiologica e psichica dell’organismo che varia lungo un continuum fra sonno profondo (ipo-attivazione) ed intensa eccitazione (iper-attivazione).

I segnali tipici di ipo-attivazione sono:

– Sensazione di mancanza di energia (l’atleta si sente spento, fiacco);
– Scarsa concentrazione (distrazione, attimi di confusione psicologica, indecisione);
– Troppa riduzione della tensione e dell’ansia (mancanza di stimoli);
– Disinteresse e demotivazione;
– Noia e pigrizia;
– Scarsa valutazione del tempo e incapacità di anticipazione (l’atleta non si inserisce, non si diverte);
-Sensazione psichica di impotenza (è inutile tentare, tanto non ce la faccio).

Al contrario, i segnali tipici di iper-attivazione sono:

– Tensione e rigidità muscolare;
– Aumento della frequenza cardiaca, respiro irregolare, innalzamento della pressione arteriosa;
– Affaticamento precoce;
– Scarso controllo delle proprie reazioni emotive (scatti di rabbia);
– Difficoltà di concentrazione e di attenzione;
– Attenzione spostata sui fattori distraenti esterni (pubblico) o interni (idee negative).

Esaminando un classico studio di ricerca che indaga il rapporto tra la prestazione sportiva ed il livello di modulazione dell’arousal (Yerkens & Dodson, 1908), emerge che in compiti motori complessi l’arousal vada mantenuto ad un livello ragionevolmente basso, mentre per attività più facili possa essere maggiore.

All’aumentare dell’arousal vi è un progressivo incremento nella prestazione sino ad un punto ottimale, oltre il quale ulteriori aumenti producono un graduale scadimento della prestazione.

L’esecuzione migliore si realizzerebbe, pertanto, ad un livello intermedio di arousal.

In questo caso l’organismo è pieno di energia, il tono muscolare conferisce forza ed efficienza e si sperimenta un livello adeguato di stress (eustress) e di ansia.

A queste condizioni l’atleta vive un generale senso di benessere e di auto-efficacia ed è completamente concentrato nell’azione che sta svolgendo.

Per identificare il livello di arousal ottimale è molto importante fare una distinzione tra gli sport praticati: in abilità e sport di precisione che richiedono considerevole coordinamento, precisione, stabilità e controllo muscolare, come ad es. il golf, il tiro con l’arco, il livello di arousal richiesto è relativamente basso.

Viceversa, discipline come la maratona ed il ciclismo, che necessitano di minore precisione motoria fine, sono svolti adeguatamente con un più alto arousal.

Ad ogni attività e ad ogni fase della gara o della partita, dunque, corrisponde un arousal ottimale per una prestazione sportiva elevata.

Quindi come facciamo ad alzare o abbassare l’attivazione per entrare efficacemente in gara?

Esistono diverse tecniche di regolazione dell’arousal che consentono, in primo luogo, di definire i fattori situazionali e relazionali che influenzano l’attivazione, in secondo luogo, di identificare la propria “combinazione” ideale fisiologico-cognitiva-emotiva.

Attraverso uno specifico programma di mental training, l’atleta può quindi imparare ad autoregolare e modulare in maniera adeguata il livello di attivazione necessario per eseguire con il massimo profitto la propria prestazione sportiva.

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