ALIMENTAZIONE E STATO EMOTIVO DURANTE L’EMERGENZA COVID E NELLE FASI DI RIPARTENZA

 

L’emergenza Coronavirus, protagonista delle nostre vite in questo momento, prevede rigorosamente di stare a casa e di limitare le uscite solo in caso di assoluta necessità, di esigenze lavorative o motivi di salute.

Tutto questo ha inevitabilmente apportato delle modifiche alla quotidianità di ognuno di noi poiché ci ha portato a rinunciare a quelle cose che fino a poco tempo fa davamo per scontate, dalla semplice passeggiata a momenti di ritrovo nei luoghi pubblici.

È proprio questo nuovo stile di vita promotore di una maggiore assunzione di cibo rispetto a quello introdotto solitamente.

L’isolamento così come lo svolgere la propria attività lavorativa in smartworking sono i responsabili di una ridotta produzione di endorfine, molecole della felicità, da parte del nostro organismo che cera di compensare questa mancanza proprio mediante l’assunzione del cibo.

Questi cibi vengono realizzati nelle case dei consumatori con estrema curiosità e attenzione proprio per far fronte alla paura e alla pigrizia.

Bisogna dunque trovare un escamotage: uno dei modi, se non il migliore, è dedicare attenzione alle proprie abitudini alimentari evitando così l’insorgenza durante e post quarantena di stati patologici di interesse metabolico.

CONSIGLI UTILI

Ecco dei semplici consigli da prendere in considerazione:

  • Consumare 5 pasti al giorno (colazione, pranzo, cena e due spuntini), in idonee quantità tenendo conto della ridotta attività fisica.

Non si deve pensare che il salto dei pasti diminuisca le calorie introdotte nell’arco della giornata, poiché nonostante il poco movimento sa metà giornata avvertirà un incontrollato senso di fame.

 

  • Consumare almeno 2 porzioni di verdura e 3 porzioni di frutta al giorno.

È fondamentale scegliere alimenti di stagione da cucinare con cotture non tanto impegnative, che richiedano poco condimento (cottura al vapore, alla piastra ecc.) e soprattutto di facile digestione.

si può assumere la frutta o estratti vegetali durante gli spuntini per limitare il senso di fame ed evitare che questo prenda il sopravvento durante i pasti principali.

 

  • Consumare 2-3 volte alla settimana carne e pesce.

 

  • Limitare il consumo di uova e formaggi facendo attenzione a quantità e frequenze di assunzione.

 

  • Consumare i legumi 2-3 volte alla settimana per realizzare piatti completi oltre che come secondi.

 

  • Limitare l’apporto di sale preferendo spezie ed erbe aromatiche per combattere la ritenzione idrica quella noiosissima ritenzione idrica che non se ne vuole andare.

 

  • Bere almeno 1,5 L di acqua.

 

  • Consumare i pasti con i propri cari per rendere più piacevoli le proprie giornate, godendo del tempo ritrovato e di una atmosfera familiare nuova. Tutto questo influenza in maniera positiva sia il benessere del corpo che della mente.

 

  • Realizzare una spesa intelligente di tipo settimanale: non si devono prendere d’assalto i supermercati per riempire frigoriferi e dispense con quantità innumerevole di provviste inutili. Tutto questo porterebbe unicamente a favorire quelle tentazioni che si possono presentare durante la giornata e ahimè il più delle volte a non consumare questi cibi che sono stati acquistati incrementando così il cosiddetto spreco alimentare.

 

COME AUMENTARE LE DIFESE IMMUNITARIE?

Un ottimo modo per rafforzare e aiutare il nostro sistema immunitario, protagonista di questa battaglia, è assumere specifici nutrienti o alimenti ricchi di nutrienti funzionali.

  • Bisogna preferire quei cibi ricchi di Vit. C come la frutta, da impiegare nel caso delle arance per realizzare delle spremute.
  • Importante è anche la Vit. A contenuta in fegato ma anche in patate e carote in grado di rafforzare l’apparato respiratorio principalmente colpito dal Coronavirus.

 

  • Da non sottovalutare è l’azione modulatrice della Vit. D presente nei pesci come aringa, salmone e tonno, ricchi di omega 3 e grassi insaturi facilmente digeribili.

 

  • Per ultime e non perché di minor importanza sono le Vit. del gruppo B contenute negli alimenti sia di origine animale che vegetali che fungono da superfood per il nostro sistema immunitario.

 

 

 

 STARE A CASA E’ UN “SACRIFICIO” FATTIBILE, POSSIAMO FARCELA!

 

I provvedimenti per contrastare la diffusione del nuovo Coronavirus in Italia sono tra i più restrittivi che sono stati adottati negli ultimi anni dal nostro Stato.

Ci viene chiesto un radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano e una completa rivisitazione di quello che normalmente siamo abituati a fare.

Tutto ciò può avere su di noi delle conseguenze non solo da un punto di vista economico ma anche su un piano psicologico, a cominciare dal nostro rapporto con la paura e con la solitudine.

Come spesso sentiamo dire, in questo contesto di incertezza e di preoccupazione, la paura può essere funzionale perché si può trasformare in attivazione e maggiore attenzione dei protocolli di igiene ma i problemi maggiori possono presentarsi per coloro che erano già in difficoltà a gestire stati ansiogeni, ad oggi decisamente aggravati.

La condizione di isolamento genera ansia, perplessità e un senso di costrizione.

Di solito la casa è raffigurata come uno spazio accogliente ma se pensiamo a quelle persone sole o al contrario che si trovano a vivere in uno spazio ristretto in condizioni conflittuali, la casa può diventare una “prigione”, cambiando completamente il suo significato simbolico.

A tutto questo aggiungiamo la preoccupazione per il diffondersi del virus, la paura che contagi noi o le persone a cui vogliamo bene, l’ansia legata a una possibile crisi economica e alle conseguenze che avrà tutto questo sul futuro: alla luce di ciò, è difficile non cadere in importanti stati di ansia.

In alcuni casi lo “stress” ci sprona a far fonte alle avversità, facendo leva sulle nostre capacità e sulle nostre risorse ma è altrettanto vero che a volte risulta difficile reagire e, in questo caso, il periodo di quarantena può avere effetti psicologici profondi e duraturi.

Come è possibile allora rendere l’isolamento più “tollerabile”? Per ridurre la percezione di alienazione, e quindi fare in modo che i livelli di ansia e paura non diventino patologici, è possibile seguire una serie di semplici accorgimenti, utili per gestire lo “stress da confinamento”:

– Consultare solo fonti affidabili per avere informazioni sui rischi e sulle precauzioni. È consigliabile ridurre il tempo dedicato a seguire la cronaca mediatica dell’epidemia.

Dedicarsi ad attività rimandate da tempo o impararne di nuove.

Può sembrare superficiale consigliare di considerare questo tempo come un’opportunità ma è uno dei modi migliori di viverlo.

Fate una lista delle cose che avete sempre voluto (o dovuto) fare: cucinare un piatto nuovo, leggere un libro, telefonare a parenti lontani, ricominciare a fare cose che vi fanno stare bene.

Da un punto di vista alimentare, queste attività possono allontanare il rischio del cosiddetto “emotional eating“, ossia il ricorso al cibo come meccanismo di compensazione attraverso cui regolare e ridurre le emozioni negative come la noia e l’apatia (che comunque rimangono momenti utili per stimolare la creatività, se ben impiegati).

– Mantenere la socialità con le videochiamate.

La quarantena da Coronavirus ha un minimo comun denominatore, la solitudine.

Le relazioni sociali sono fondamentali per farci stare bene da un punto di vista biologico: la relazione e la comunicazione hanno l’effetto di smorzare timori e ipocondrie.

E’ importante quindi tenere il canale del dialogo sempre aperto con gli altri, il silenzio e i pensieri che si incancreniscono sono molto pericolosi.

– Cercate di ricreare la routine che avevate prima delle restrizioni o di reinventarne una nuova: stabilire orario di pranzo e cena e rispettarli sempre.

Prendere l’abitudine di svegliarsi ed addormentarsi ad orari diversi, di mangiare solo quando se ne ha voglia riempiendosi di cibo a caso è il modo migliore per abbattere il metabolismo e l’umore.

È importante invece non trasformare il tempo dell’isolamento in un tempo indefinito e disordinato.

Oltretutto, avendo i bambini a casa, è possibile coinvolgerli nella preparazione dei pasti condividendo l’esperienza positiva del tempo della tavola, del mangiare con calma, dei cibi tradizionali salutari e gustosi..ne gioverà la salute e anche l’umore.

 

Indubbiamente, il cibo è un buon rimedio contro ogni tipo di frustrazione. Occupare il tempo cucinando è molto terapeutico quando si vivono situazioni emergenziali e di forte ansia come queste.

Il problema è che quando cuciniamo in abbondanza e non c’è equilibrio calorico tra “entrate e uscite”, ecco che si finisce per prendere peso e rimanere insoddisfatti.

Per questo è consigliabile mantenere sempre un po’ di sano movimento.

– Fare attività fisica.

Prendere qualche piccolo appuntamento fisso per lo svolgimento di attività fisica (yoga, pilates..), ci permette di produrre endorfine utili per fronteggiare ansia e depressione,quest’ultime incrementate da sedentarietà e dal bombardamento mediatico.

Fare ginnastica permette di contrastare il rischio di aumento del peso corporeo, dell’obesità, del diabete e permette di scaricare tensioni che altrimenti si accumulerebbero andando a disturbare il riposo notturno e ad abbassare il tono dell’umore.

– Per i bambini. È necessario non eccedere con parole di preoccupazione, ma evitate anche la censura.

Quando un bambino percepisce angoscia nei genitori ma non ne comprende il motivo, soffre il doppio. Rimane importante rispettare le routine.

 

Cercando di intervenire su questi semplici punti, avremo dei benefici nel mitigare gli effetti negativi di questa condizione, nel presente e in un momento successivo.

Questo periodo di radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano può diventare quindi un’opportunità per ripensare al nostro rapporto con le nostre passioni e con il cibo e non solo motivo di preoccupazione.

Nonostante questo, se la paura comporta un profondo stato di malessere e l’ansia non migliora, non esitate a chiedere aiuto: come me, molti psicoterapeuti lavorano online in questo momento!

 

DRSSA FALSINI VALENTINA

PSICOLOGA

 

DRSSA AGNELLOSUSANNA

NUTRIZIONISTA

 

Non fermarti qui

Continua ad esplorare

Corsa e Cartilagini

No, la corsa non consuma la cartilagine. Rafforza le articolazioni. Una nuova analisi di numerosi studi fa luce su come, contrariamente alla credenza popolare, la

L’ultimo mese prima della maratona

Le maratone autunnali sono incombenti e decine di migliaia di corridori si stanno finalmente preparando a fare la fila per vedere cosa possono fare dopo

Sua maestà la proteina

La proteina Regola 1: Punta in alto Come corridore, probabilmente non hai bisogno di riempire tante proteine come Arnold Schwarzenegger durante il suo periodo di

i cANALI PODCAST DOVE ASCOLTARCI

ci trovi anche su

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi entrare a fare parte della famiglia di obiettivo running iscriviti alla newsletter in modo da accedere prima a promozioni e sconti

Questo sito usa Cookie di Analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente. Generalmente i servizi non rilasciano cookie a meno che l'utente non usi espressamente il servizio