A scuola: le grandezze atletiche, parte prima

INTRODUZIONE
Con questo articolo cercheremo di chiarire quali sono e a cosa corrispondono le grandezze
atletiche spesso indicate come resistenza aerobica, potenza aerobica ecc. Cercheremo altresì di capire le basi fisiche e biochimiche.

Tra i termini maggiormente utilizzati abbiamo “potenza” e “capacità”.

Nella fisica vera e propria hanno definizioni poi approssimate a livello sportivo.

Capacità:  Il tempo in cui un sistema (aerobico o anaerobico) riesce a mantenere una certa velocità o potenza.

Potenza:  In fisiologia dello sport questo termine viene approssimato alla massima velocità alla quale l’atleta è in grado di correre (se si parla di corsa) utilizzando un determinato sistema.

BIOCHIMICA DELL’ESERCIZIO
Da tutti è ormai conosciuta la suddivisione dei tre sistemi in grado di “ricaricare” l’ATP:
aerobico, anaerobico lattacido e anaerobico lattacido.

Questi 3 sistemi comunque non funzionano a reparti stagni, ma interagiscono tra di loro in un meccanismo complesso.

MASSIMO CONSUMO DI OSSIGENO
“Il massimo consumo di ossigeno (Vo2max) si ha quando in risposta a un aumento della
richiesta energetica non si ha un aumento di consumo di ossigeno”.

E’ quindi la massima quantità di ossigeno che un atleta può utilizzare nell’unità di tempo (minuto) per ogni Kg di peso corporeo: l’unità di misura quindi è ml/Kg/min. Identifica quindi la massima potenza aerobica.

Vamax (Velocità massima aerobica): “intensità di lavoro che si sviluppa durante uno sforzo in cui la spesa energetica corrisponde al massimo consumo di ossigeno (Vo2max)”. In questi casi la concentrazione di lattato è di circa 5-10 mM/l.

E’ una velocità che per i top runner ha una capacità di 7-8’, quindi rappresenta al meglio quella che è la velocità sulla distanza dei 3000m.

SOGLIA ANAEROBICA
“La soglia anaerobica (SAN) è il valore massimo dell’intervallo di velocità alla quale vi è
costanza di valori di lattato nel sangue per alcune decine di minuti”. Dalla definizione si capisce come questa velocità sia strettamente collegata all’accumulo di lattato ematico (lattacidemia) che proviene dai muscoli in esercizio oltre la velocità in cui “il sistema mitocondriale non riesce
ad individuare completamente l’acido piruvico prodotto” . In media corrisponde ad un consumo di ossigeno compreso tra l’80-87% del Vo2max.

La concentrazione di lattato in media è di 4 mM/l, ma può subire sostanziali variazioni in base alle caratteristiche dell’individuo. E’ una velocità che può essere mantenuta fino ad 1 ora per i top runner.

Vengono utilizzate le fibre tipo I (lente) e una buona percentuale di fibre IIa
(intermedie).

CAPACITA’ AEROBICA
Indica il tempo durante il quale l’atleta riesce a mantenere la soglia anaerobica; solitamente per un top runner è di 1 ora, per gli amatori anche 40’; la differenza è strettamente legata alla quantità di glicogeno nei muscoli e all’economia del gesto atletico. E’ una qualità importante per la maratonina e in parte anche per la maratona (soprattutto per i top runner).

SOGLIA AEROBICA
E’ il valore minimo dell’intervallo di velocità alla quale vi è costanza di valori di lattato per
alcune decine di minuti. Solitamente è un valore compreso tra il 70-75% del Vo2max.

La concentrazione di lattato mediamente si aggira tra 1.9-3 mM/l.

 

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